HELP! Qui crolla tutto! Ma come…
21 gennaio 2008 in Economia, Rabbia made in me
Quando si parla tecnicamente di economia e finanza chino il capo e lascio voce a chi è più indicato di me a parlare come gli amici di Hypertrader o qualche giornalista di mestiere. Però permettetemi una digressione non scientifica sull’argomento. Apri il giornale un lunedì mattina e leggi “Borse, torna l’incubo recessione”, “Borsa, il lunedì è nero”, “Borsa, crolla Tokyo”. L’impatto con il titolo è discutibile. Penso al mio portafoglio (sempre vuoto) e mi chiedo se effettivamente può andare peggio di così. Mi interrogo quindi sul significato di quelle parole, apparentemente o realmente catastrofiche, in rapporto al saldo del mio conto corrente e mi rendo conto che nonostante un esame di economia politica non capisco nulla di quello che viene detto. L’unico aumento (qui il crollo del prezzo non c’è mai, delle scorte si!) che ho imparato a conoscere è quello del petrolio, ma solo perché appena esco ogni benzinaio e la spia della riserva me lo ricordano (casomai mi sfuggisse di mente). Quindi mi chiedo ma il titolo spaventa e basta o stiamo andando verso…cosa?
Se voi economisti non siete così occupati, preoccupati e magari arrabbiati…lo spiegate in parole spicciole a noi comuni mortali?



Simona ha detto 21 gennaio 2008
Ciao..sono passata per caso! Complimenti per il blog…adesso sei fra i miei linkati! ciao
Doc Moretti ha detto 21 gennaio 2008
Ciao Slavich.
I giornali, come la televisione, devono fare “sensazione”. Non esiste carta stampata, o reti televisive, indipendenti. Se esci con un titolo “a sensazione” rischi di vendere molto di più….. quindi, perchè non lo fare?
Una notizia che esce in un giornale (finanziario) è già “vecchia” per la borsa, nel senso che gli indici hanno già scontato quella “new”. Sarebbe bello se dicessero “Domani sarà un giorno nero per la borsa” oppure “Domani verranno bruciati x miliardi di euro”….. ma questo non può accadere.
La situazione non è bella, e neanche buona, stiamo “viaggiando” tutti a vista nella speranza di anticipare le mosse delle “mani forti”…. Ci riusciremo? A saperlo…….
Slavich ha detto 21 gennaio 2008
Grazie Simona,
ricambio volentieri il link…e vado a vedere il tuo…
Slavich ha detto 21 gennaio 2008
Si Doc tutto questo lo capisco…ovviamente il mio intento era esternare il mio disappunto per tale catastrofismo. Catastrofismo che gran parte della popolazione non può facilmente intendere a causa della necessarie competenze scientifiche assenti. La mia, poi, come al solito, è una piccola polemica nei confronti dei media non indipendenti…infine sono stressato da questo esame di economia politica…quindi!
antipatix ha detto 26 gennaio 2008
Hai sollevato 2 problemi distini e li hai mescolati:
-i giornali creano allarmismo inutile? si
-l’economia è sull’orlo del baratro? no
sotto questioni
-l’economia italiana è messa bene? no, per via delll’elevato debito pubblico.
-devo fuggire dall’italia? no, c’è di peggio in giro.
Io personalmente quando leggo sui giornali titoli estremamente allarmisti e catastrofici tiro un sospiro di sollievo, nel senso ke quando e se ci dovesse essere un disastro economica la stampa di sicuro nn ci avvertirà in anticipo, dunque do per scontato il contrario.
Slavich ha detto 26 gennaio 2008
E’ vero…ma per me ogni occasione è buona per criticare i mass media! Forse è per questo che leggo molto più i blog dei giornali.
Effettivamente al fatto della tempistica, da ignorante in materia, non avevo pensato, ma il Doc, e ora anche te, mi avete rassicurato…..
Tuttavia, la situazione pare tragica e solo interventi plurilaterali e non strettamente economici, a mio giudizio, possono frenare questa discesa verso il baratro. Che ne pensate?
antipatix ha detto 26 gennaio 2008
la discesa verso il baratro della borsa o dell’economia reale?
(premetto ke nn sono catastrofista in entrambi i casi)
perkè le aziende si quotano? (economia spicciola nn è quella ke studi sui libri)
1) perkè sono piene di debiti e hanno bisogno di soldi
2) perkè si guadagna di più e si rischia meno a fare l’ad di una società quotata in borsa rispetto ad una di proprietà esclusiva.
3) ecc ecc
insomma per farla breve una società si quota per questioni di convenienza di poki a discapito di molti “soci creduloni” ke si accontentano delle briciole, ma qst è l’economia reale?
Arrivo al dunque: scenario usa, periodo bolla borsistica 2001: il mercato crolla in modo drammatico falciando tutti indiscriminatamente, all’epoca si pensò ke la crisi avrebbe provocato danni enormi e persistenti all’economia reale (ricordo ke cmq andarono in fumo i risparmi di una vita di molti risparmiatori e sto semplificando molto la questione), a qualke anno di distanza gli economisti, stupiti, nn videro avverarsi le loro pessimistiche previsioni.
Analizzarono la questione e si accorsero ke la vera economia nn era quella fatta dalle grande aziende quotate in borsa, ma bensi dalle piccole/medie imprese ke poco avevano risentito della questione bolla azionaria.
Morale: la vera economia nn è quella ke leggiamo sui giornali, le mega fusioni, i crolli azionari e quant’altro, il vero motore dell’economia siamo noi tutti e finchè abbiamo bisogno di mangiare per sopravvivere vedrai ke il motore nn si ferma.
mi rendo conto di aver fatto un discorso un po semplicistico, ma mi interessava far capire il concetto e nn fare un trattato economico.