SCHIAVI DELL’AUDITEL.
2 aprile 2008 in Comunicazione, Libri, TV
Passano gli anni e certe trasmissioni trash non spariscono dalla programmazione televisiva.
Nonostante le numerose lamentele, l’alto ascolto protegge questi prodotti terribili.
Negli anni ’60 la TV si proponeva di educare i suoi spettatori, oggi molto spesso è lo specchio della peggiore società: quella incolta, volgare, che si accontenta di poco.
Con chi ce la dobbiamo prendere? Con chi guarda queste trasmissioni o con chi gli dà spazio nel palinsesto?
Io punterei il dito contro questi ultimi. Guai a negare il potere che la TV può esercitare verso chi la guarda:la televisione ci informa, ci influenza, ci fa compagnia.
è troppo facile dire che se una programma non piace si può cambiare canale o spegnere e andare a fare una passeggiata.
Ci sono delle responsabilità da parte di chi, superficialmente o solo per una scelta commerciale, decide di dare spazio a volgarità ed incompetenza.
Lo spettatore, come un bambino dal genitore, deve essere educato, perché c’è chi è capace
di scegliere e chi meno e magari da quei cattivi prodotti che vede in TV si lascia condizionare. Così la televisione si trasforma da strumento che può migliorare lo spettatore (magari trasmettendo conoscenze) a mezzo da evitare, non solo per i bambini, ma anche per adulti più “esigenti”.
Fortunatamente qualche cambiamento si intravede all’orizzonte.
Alcuni canali ci tengono a distinguersi, primo tra tutti RAI tre, ma anche alcune reti locali, come Tele Rama nel Salento. Ci sono editori che si impegnano per una TV migliore. Al riguardo vi consiglio “Glocal: la comunicazione fattore di sviluppo”, libro-guida di Paolo Pagliaro nel settore della comunicazione, edito da Manni editori.


