Ieri un mio amico di Lecce scriveva su facebook che è stanco della sua città e di tutti i suoi difetti. Il mio commento è stato che se vuole, può fare a cambio con Catania, dove ai problemi generali legati al periodo storico più che alla città, vanno aggiunte l’inciviltà, la sporcizia, il degrado urbano, la maleducazione. Il mio commento piuttosto forte e arrabbiato è stato che i siciliani, tendenzialmente, amano la sporcizia e vivono nell’indifferenza generale, perché si aspettano sempre che sia qualcun altro a fare le cose. Un esempio, ho proposto ai ragazzi di un movimento cittadino di organizzarci per raccogliere i cumuli di immondizia che la gente butta nelle piazzole di sosta, e mi è stato risposto che non tocca a loro. Siete tutti disoccupati, non avete niente da fare eppure aspettate che scenda Sant’Agata a farvi la grazia. Va bhe…
Al mio commento una siciliana che vive a Lecce è saltata su inviperita, dandomi della razzista, ignorante, xenofoba e fascista, intimandomi peraltro di stare zitta (atteggiamento molto democratico e assolutamente non fascista).
La mia impressione è stata che fanno più rabbia le parole, delle situazioni stesse.
In sostanza, ci dià fastidio che ci si sbattano in faccia le cose, perché così diventano innegabili?
E che senso ha fare i campanilisti e difensori della patria con una sconosciuta, se poi di fatto si vive lontani e non si porta nessuna miglioria al luogo che si difende solo teoricamente?
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20111126015811AANqUFz